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Atri museo D’abruzzo

La città abruzzese più ricca di musei e monumenti

Atri, la cui storia risale al VII-V sec. a.C., conobbe il suo massimo splendore grazie a Roma di cui divenne colonia nel 289 a.C., e nel periodo imperiale, in cui diede i natali all’Imperatore Adriano.
L’origine del nome, nella sua versione più antica di Hatria, è ancora incerta: si pensa derivi da Hatranus, divinità illirico-sicula, legata alle popolazioni degli Illiri arrivati nella zona, dalla Dalmazia, intorno al X-IX sec. a.C.
Nel 1395 Atri divenne la capitale del Ducato degli Acquaviva, nobile famiglia proveniente dal Regno di Napoli.

Atri Città d’arte

Atri è la città abruzzese più ricca di musei e monumenti che ne testimoniano lo splendore storico e che le hanno fatto guadagnare il titolo di città d’arte. Gioiello artistico che merita di essere visitata soffermandocisi più che in tutti gli altri monumenti, è la sua cattedrale di Santa Maria Assunta, edificata nel 1260, su tre precedenti costruzioni: chiesa del IX sec., cisterna romana (attuale cripta) e tempio dedicato ad Ercole. La particolarità della cattedrale è rappresentata dal suo interno, frutto degli interventi che si sono succeduti nei vari secoli. La struttura originale fu terminata nel 1305.


Spettacolare il ciclo di affreschi presente nel coro ed opera di Andrea De Litio, artista abruzzese del ‘400.


Annessa alla concattedrale, sul suo lato sud si trova la chiesa di Santa Reparata, patrona della città. Fu costruita nel 1335 ed al suo interno ospita il baldacchino ligneo, simile a quello della Basilica di San Pietro, ed opera di un allievo del Bernini.

Tra arte e natura

Sulle colline di Atri la natura regala ai tuoi occhi uno spettacolo unico grazie ai Calanchi che rappresentano una vera e propria opera d’arte della natura, dalla particolare conformazione dovuta all’erosione del terreno argilloso. Nel 1995 è diventata area protetta e negli ultimi anni anche riserva naturale del WWF.

Le specialità di Atri

Il Cavalier De Rosa nel 1836 inaugurò ad Atri la produzione industriale della liquirizia, il cui succo veniva estratto già nel Medioevo dai frati Domenicani del posto. Nel 1950 l’industria De Rosa fu annessa a quella di Aurelio Menozzi, dando così vita alla Menozzi & De Rosa. I famosi “Tabù”.

Girando per il centro di Atri, non può mancare una sosta nei tipici negozietti del paese, in cui potrai trovare il delizioso Pan Ducale, dolce tipico di Atri e legato alla famiglia dei Duchi D’Acquaviva. La ricetta originale risale al 1352, quando era chiamato ancora “pizza di mandorle”, essendo allora composto solo da uova, farina e mandorle. Con l’arrivo poi del Duca D’Acquaviva, gli atriani decisero di portarglielo in dono e fu gradito talmente tanto, che volle fosse presente tutte le mattine sulla sua tavola. Da allora gli atriani decisero di cambiare il nome in “Pan Ducale”. Nel 1800, dopo la sua scoperta, il cacao fu aggiunto agli altri ingredienti storici.